Codice Etico e Comportamentale

PREMESSE
1. La “Unione Cuochi Italiani”, denominata in breve “U.C.I.” o anche “Associazione”, concorre a promuovere il processo di sviluppo, dell’economia italiana e di crescita civile del Paese tramite la tutela del lavoratore professionista e non del settore Ristorazione e Accoglienza Turistica.
2. Tutti gli associati, sono coinvolti nel perseguimento di tale obiettivo e sono chiamati a tenere comportamenti eticamente corretti, oltre che non in contrasto con leggi, regolamenti e fonti del diritto cogenti nazionali, comunitarie ed internazionali, in linea con i principi, i valori ispiratori e gli scopi dell’Associazione elencati nello Statuto di “U.C.I.”, di cui il presente Codice Etico costituisce parte integrante.
• i diversi livelli del sistema;
• i dirigenti associativi;
• i dirigenti di struttura, i dipendenti e i collaboratori;
• le imprese, gli imprenditori, i professionisti, lavoratori autonomi e i lavoratori dipendenti che, sono titolari del rapporto associativo;
• i rappresentanti del sistema presso enti ed organismi esterni;
3. A tal fine, tutti i livelli del sistema associativo, ossia:
• “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”
• “Delegazioni Regionali”
• “Delegazioni Cittadine”;
nonché gli organismi associativi costituiti ai diversi livelli, sono tenuti ad adoperarsi affinché le disposizioni contenute nel presente Codice Etico siano rispettate ed attuate compiutamente, tanto al proprio interno, quanto presso gli enti e le società di loro diretta emanazione o sotto il loro diretto controllo.
4. Le “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”- Delegazioni Regionali – Delegazioni Cittadine” sono altresì tenute ad adoperarsi affinché i termini di cui allo Statuto di “U.C.I. Unione Cuochi Italiani venga mantenuto conforme, nello spirito e nella lettera, a quanto disposto nel medesimo Statuto.
5. Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Codice Etico.
ART. 1 – DOVERI GENERALI
Tutti i componenti del sistema Associativo sono tenuti:
1. ad adottare modelli di comportamento ispirati all’integrità morale, deontologica e professionale;
2. ad agire con spirito di giudizio libero da condizionamenti esterni e fondato sul rispetto delle leggi dello Stato, sui valori e sulle norme dell’Associazione e sui suoi obiettivi di crescita e di sviluppo nell’interesse del progresso civile, sociale ed economico del Paese e della collettività;
3. a rimuovere gli ostacoli che impediscono la più ampia ed effettiva partecipazione delle donne e dei giovani operatori, dei professionisti e lavoratori autonomi alla vita associativa;
4. ad interpretare il proprio ruolo con eticità, spirito di servizio e nel rispetto delle prerogative e dei doveri ad esso connessi.
ART. 2 – DOVERI DEI LIVELLI DEL SISTEMA ASSOCIATIVO
1. Nei rapporti fra loro, tutti i livelli del sistema associativo, per il tramite dei rispettivi Organi, si impegnano a tenere comportamenti tendenti alla massima collaborazione e, in particolare, ispirati ai seguenti principi:
• lealtà;
• reciproco rispetto;
• trasparenza, in particolare nelle diffusione e scambio delle informazioni;
• correttezza, in particolare nella gestione delle candidature nel rispetto delle professionalità dei candidati;
• onestà e rigore nella gestione delle risorse economiche e umane.
2. Nei rapporti con le imprese, gli imprenditori, i professionisti e i lavoratori autonomi che sono titolari del rapporto associativo, tutti i livelli del sistema associativo, per il tramite dei rispettivi Organi, sono tenuti:
• a fornire una guida morale, volta ad indirizzarli verso comportamenti eticamente corretti, sia nei confronti dei consumatori che nei rapporti reciproci;
• a tutelare e sviluppare l’immagine e la reputazione degli stessi, quali soggetti che contribuiscono al miglioramento del sistema-Paese;
• a promuovere azioni dirette a perseguire eventuali comportamenti devianti tenuti dai soggetti di cui sopra.
3. Nei rapporti con soggetti terzi, quali Istituzioni, Pubblica Amministrazione, Enti, Associazioni, Organizzazioni politiche e sindacali, tutti i livelli del sistema associativo, per il tramite dei rispettivi Organi, sono tenuti al rispetto dei fondamentali principi di correttezza, trasparenza, imparzialità ed indipendenza.
ART. 3 – PRINCIPI DI GOVERNANCE DEL SISTEMA ASSOCIATIVO
1. Ad ogni livello del sistema associativo, la governance si attua mediante un equilibrio puntuale e rispettoso dei poteri e delle funzioni che lo Statuto assegna a ciascun Organo e Ruolo.
2. Per l’importanza dei poteri e delle funzioni loro assegnate, al Presidente e al Vicepresidente o al Segretario Generale del sistema associativo si richiede non solo di rispettare la legge, le norme statutarie e regolamentari ed il Codice Etico in generale, ma anche di assolvere agli specifici doveri elencati ai successivi artt. 5 e 6, al fine dello sviluppo armonico dell’intero sistema.
ART. 4 – DOVERI DEI DIRIGENTI ASSOCIATIVI
1. Possono essere eletti o nominati alla carica di componente degli Organi associativi solo quei candidati dei quali sia stata verificata l’adesione ai principi ed ai valori propri dell’Associazione la piena integrità morale e professionale.
2. Ad ogni livello del sistema associativo, coloro che risultano eletti o nominati componenti degli Organi associativi si impegnano:
• ad assumere gli incarichi per spirito di servizio verso gli associati, l’Associazione di appartenenza, l’Associazione e la società, senza avvalersene per acquisire vantaggi personali;
• a permettere che siano resi pubblici gli eventuali corrispettivi economici derivanti da gettoni di presenza, indennità, emolumenti e rimborsi percepiti per l’incarico ricevuto ;
• ad agire secondo rigidi principi di correttezza, integrità, moralità, lealtà, imparzialità, responsabilità, rispetto delle procedure democratiche e del pluralismo delle idee e degli interessi;
• a comportarsi con la massima autonomia ed indipendenza, prescindendo dalle proprie convinzioni politiche ed appartenenze territoriali o settoriali, in nome degli interessi più ampi degli associati, dell’Associazione di appartenenza;
• ad applicare le direttive ed i deliberati degli Organi di appartenenza e dell’Associazione, esprimendo il proprio eventuale disaccordo solo nelle sedi e secondo le procedure statutariamente stabilite, promuovendo la ricerca dell’unità di intenti e della coesione all’interno dell’Associazione di appartenenza e verso l’esterno;
• a fornire al legislatore, alla Pubblica Amministrazione e ad ogni altra Istituzione interessata informazioni corrette e puntuali ;
• a fare uso riservato delle informazioni acquisite in ragione del proprio incarico;
• a proporre all’Organo di cui fanno parte idee, progetti ed iniziative conformi alla legge e non suscettibili di procurare vantaggi o privilegi indebiti a se stessi o a terzi;
• a comunicare tempestivamente all’Organo di cui fanno parte qualunque situazione che li possa porre in conflitto di interessi con l’Associazione;
• a segnalare all’Organo di cui fanno parte qualunque fatto o atto che possa recare danno o pregiudizio all’Associazione ed a qualunque altro livello del sistema associativo;
3. a rimettere il proprio mandato qualora, per qualunque motivo personale, professionale o legato all’attività associativa, la propria permanenza in carica possa procurare un danno, anche soltanto di immagine, all’Associazione di appartenenza e agli associati;
• a non partecipare, nell’esercizio della propria attività professionale, a procedure di gara, appalti o lavori in genere commissionati dall’Associazione di appartenenza e da qualunque altro livello del sistema associativo, se non in assenza di fini di lucro;
• a non assumere incarichi direttivi analoghi in altre Associazioni o Enti concorrenti o con interessi confliggenti con quelli dell’Associazione.
ART.  5 – DOVERI DEL PRESIDENTE
1. Il Presidente, ha la rappresentanza politico-istituzionale dell’Associazione e quindi svolge le fondamentali funzioni di guida, orientamento strategico, impulso e vigilanza sul buon andamento dell’Associazione stessa.
2. Pertanto, il Presidente:
• opera con equilibrio e garantisce il democratico confronto delle opinioni;
• ha rispetto degli altri, agisce con senso di equità e coerenza;
• contribuisce a valorizzare l’Associazione e l’intero sistema, anche attraverso la responsabilizzazione dei singoli e del gruppo;
• promuove la cultura del valore e crea un clima di appartenenza e partecipazione al sistema;
• si propone agli associati come esempio, consapevole che i propri comportamenti rappresentano modello di riferimento per gli altri;
• sviluppa un dialogo continuo e costruttivo con il Vice Presidente e il Segretario,e gli Organi Associativi, favorendo un processo di reciprocità per la determinazione delle linee orientative e la loro applicazione coerente;
• promuove la valorizzazione delle risorse umane, consapevole che rappresentano il vero patrimonio per lo sviluppo dell’Associazione e dell’intero sistema;
• garantisce che l’autorità sia gestita per produrre valore nell’Associazione, nell’intero sistema e nelle persone;
• garantisce trasparenza e completezza dell’informazione;
• sostiene un forte legame tra individui ed organizzazione, basato su lealtà e fiducia, facendosi carico dello sviluppo dell’Associazione e dell’intero sistema attraverso un forte investimento personale cognitivo, emotivo, relazionale.
ART.  6 – DOVERI DEL VICE PRESIDENTE E/O DEL SEGRETARIO
1. il Vice Presidente e/o il Segretario traducono concretamente gli orientamenti strategici definiti dal Presidente e dagli altri Organi collaborando con essi, assicurano la qualità del servizio e delle relazioni, tutela l’immagine della struttura e garantiscono la soddisfazione dei diversi interlocutori.
2. Pertanto, il Direttore o Segretario Generale:
• tramite il dialogo con il Presidente e gli altri Organi contribuiscono in maniera determinante alla applicazione delle strategie associative;
• sviluppano scelte di continuo miglioramento delle soluzioni organizzative, di anticipazione della domanda degli associati e di interpretazione dei bisogni e delle opportunità;
• favoriscono la velocizzazione della risposta e la realizzazione di soluzioni efficaci e innovative, così come la diffusione del know-how e la valorizzazione e lo sviluppo competitivo delle risorse;
• considerano fondamentale la centralità dell’associato e lo sviluppo del suo benessere;
• hanno come valori personali, oltre allo spirito di servizio, la fedeltà e la riservatezza.
ART.  7 – DOVERI DEI DIRIGENTI DI STRUTTURA, DEI DIPENDENTI E DEI COLLABORATORI
1. A tutti i livelli del sistema associativo, nonché presso gli organismi associativi costituiti ai diversi livelli e gli enti e le società di loro diretta emanazione o sotto il loro diretto controllo, i dirigenti di struttura, i dipendenti e i collaboratori, quale che sia il loro inquadramento e la natura del rapporto lavorativo, sono tenuti:
• a rispettare con lealtà e correttezza tutte le decisioni e le norme di carattere organizzativo, gestionale e disciplinare emanate dagli organismi competenti;
• ad applicare integralmente e puntualmente il “Modello di organizzazione, gestione e controllo” redatto ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, rispettando le procedure in esso codificate;
• ad esercitare con pieno impegno le proprie funzioni nel rispetto dei deliberati degli Organi associativi o societari e nell’interesse dell’Associazione e degli associati;
• a concordare con la struttura di appartenenza eventuali incarichi o rapporti di collaborazione con organizzazioni ed enti esterni al sistema associativo;
• a mantenere comportamenti che non arrechino all’Associazione pregiudizio o danno, anche soltanto di immagine, nel rispetto di tutti i doveri previsti, sul piano legislativo e contrattuale, inerenti il rapporto di lavoro.
ART.  8 – DOVERI DELLE IMPRESE, DEGLI IMPRENDITORI E DEI LAVORATORI AUTONOMI E DEI LAVORATORI DIPENDENTI TITOLARI DEL RAPPORTO ASSOCIATIVO
1. Le imprese, gli imprenditori, i professionisti, i lavoratori autonomi e i lavoratori dipendenti che, ai sensi dell’art. 9 dello Statuto di “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”, sono titolari del rapporto associativo, si impegnano a rispettare il presente Codice Etico in ogni loro comportamento, professionale ed associativo, ai fini della salvaguardia dell’interesse generale dell’Associazione .
2. Come imprenditori, professionisti o lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, i soggetti di cui al comma 1 si impegnano in particolare:
• ad applicare e rispettare rigorosamente leggi e contratti di lavoro ed a comportarsi con correttezza ed equità di trattamento nei confronti di tutti i propri collaboratori, favorendone la crescita professionale e valorizzandone i meriti;
• a salvaguardare scrupolosamente la sicurezza sul posto di lavoro ed a tutelare la salute ed il benessere psicofisico dei propri dipendenti e collaboratori;
• ad agire con correttezza e buona fede all’interno dei mercati e nei confronti di concorrenti e fornitori;
• a garantire i diritti dei consumatori e ad agire nei loro confronti con la massima trasparenza e correttezza;
• a tutelare l’ambiente nell’ambito di un progresso economico ecologicamente sostenibile;
• ad agire con integrità morale e deontologica nei confronti dello Stato, della Pubblica Amministrazione, dei Partiti politici e di ogni altra Istituzione.
3. Come associati, i soggetti di cui al comma 1 si impegnano in particolare:
• a partecipare attivamente alla vita associativa nel rispetto di tutti i fondamentali principi dell’associazionismo libero e democratico;
• a contribuire alle decisioni associative in piena libertà ed autonomia, senza farsi condizionare da pressioni provenienti dall’interno o dall’esterno dell’Associazione, con l’obiettivo prioritario della tutela più ampia e generale dell’Associazione e comunque sempre esprimendo il massimo rispetto verso le opinioni differenti o dissenzienti;
• a rispettare sempre e comunque gli orientamenti e le decisioni dell’Associazione assunte attraverso deliberati degli Organi dirigenti dei diversi livelli del sistema, nel rispetto delle norme statutarie;
• a non aderire ad altre associazioni con scopi confliggenti con quelli dell’Associazione, e comunque a dare preventiva comunicazione all’Associazione di appartenenza della eventuale adesione ad altre associazioni;
• ad informare la propria Associazione di appartenenza di ogni eventuale modificazione che riguardi il rapporto con l’Associazione o con altri associati;
• a promuovere l’immagine dell’Associazione tramite il proprio comportamento, nonché a tutelarla in ogni sede.
ART.  9 – DOVERI DEI RAPPRESENTANTI PRESSO ENTI ED ORGANISMI ESTERNI
1. I rappresentanti dell’Associazione presso enti, istituzioni o società di natura pubblica o privata sono scelti tra gli associati, i dirigenti, i dipendenti, secondo criteri di rappresentatività e competenza, su deliberazione degli Organi competenti.
2. I rappresentanti dell’Associazione sono tenuti:
• a svolgere il loro mandato nell’interesse dell’ente, istituzione o società in cui vengono designati, nel rispetto degli indirizzi e orientamenti forniti dalla Confederazione;
• ad informare in maniera costante la Associazione od i livelli competenti del sistema sullo svolgimento del loro mandato;
• ad assumere gli incarichi per spirito di servizio e non per esclusivi o prevalenti vantaggi personali;
• a rimettere il mandato qualora non possano per qualsivoglia motivo espletarlo in modo adeguato o per sopravvenute incompatibilità o comunque su richiesta degli Organi dirigenti dell’Associazione che hanno deliberato la designazione;
• ad informare l’Associazione e a concordare con essa ogni ulteriore incarico presso l’ente, l’istituzione o la società in cui sono stati designati.
3. Prima di accettare l’incarico, coloro che sono stati designati sono tenuti a sottoscrivere una dichiarazione di conoscenza ed accettazione delle norme del presente Codice Etico. Il rifiuto di sottoscrivere la dichiarazione impedisce la nomina;
4. Le “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”- Delegazioni Regionali – Delegazioni Cittadine”si impegnano a dare comunicazione a “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”, periodicamente e qualora ne sia fatta richiesta, dei loro rappresentanti in enti, istituzioni o società.
ART.  10 – IL “MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO”
1. I principi contenuti nel presente Codice Etico sono tra quelli alla base del “Modello di organizzazione, gestione e controllo” che “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” e gli altri livelli del sistema associativo e gli organismi associativi costituiti ai diversi livelli, devono adottare;
2. Il “Modello di organizzazione, gestione e controllo”, una volta adottato è trasmesso al Collegio dei Probiviri di “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” .
ART.  11 – ORGANI DI VIGILANZA
1. A livello nazionale, sull’applicazione del Codice Etico e del “Modello di organizzazione, gestione e controllo” adottato da “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” vigila il Collegio dei Probiviri costituito presso la stessa “U.C.I. Unione Cuochi Italiani” ;
2. Agli altri livelli del sistema associativo, sull’applicazione del Codice Etico e del “Modello di organizzazione, gestione e controllo” eventualmente adottato dalle “U.C.I. Unione Cuochi Italiani Le “U.C.I. Unione Cuochi Italiani”- Delegazioni Regionali – Delegazioni Cittadine” vigila il Collegio dei Probiviri, o l’Organo ad esso corrispondente, costituito presso ciascun livello;
3. In assenza del Collegio dei Probiviri l’organo di controllo e vigilanza corrispondente è demandato al Comitato Direttivo

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